“Esistono sterminati campi dove i polli non nascono, vengono coltivati”

Piccola prefazioni triste:
Durante la quarta superiore mio padre rimase in mobilità ed essendo l’unico stipendio eravamo un po’ alle strette economicamente! Trovò così come “lavoro” quello di andare a raccogliere i polli e io, intravista la possibilità di fare 2 soldi, mi aggregai!

Il lavoro:
ci sono sterminati capannoni (grazie Fabio) dove i polli sono allevati a terra (così possono dirlo!) ma stanno piuttosto compressi e SEMPRE SVEGLI: di giorno c’è il sole mentre di notte accendono le luci. Stanno sempre svegli così mangiano di più e ingrassano in fretta.

Per essere trasportati vengono prelevati e messi nei camion nelle varie cellette: come farli salire? E qui entrano in gioco i “raccoglitori”! Verso mezzanotte si va davanti ai capannoni, vengono spente le luci e di botto si vedono 2-3-5 mila polli addormentarsi in tempo reale! A quel punto si entra e se ne prendono (da una zampa) 3 per mano (polli adulti da macello non è poca roba… e alla lunga è massacrante, meglio i pulcini per gli antibiotici), si passano a chi carica il camion e a carico finito si va a casa. 2-3 ore quindi fino alle 2-3 di notte, poi si torna a casa, doccia e alle 6 sveglia per scuola! L’ho fatto per poco tempo un po’ di sere a settimana perché tra fatica e pochissime ore di sonno…

Triste? Sì, dopo 20 anni ancora ci penso 😦

 

La citazione del titolo… credo sia ovvia 😀

Annunci

“Oops!… I Did It Again” (cambio lavoro… di nuovo!)

L’8 settembre 2015 pubblicavo l’articolo in cui spiegavo il perché del mio cambio lavoro (lo trovate qui nel caso)… e ora di rifarlo 😛

Come allora mi rifaccio la stessa domanda: perché cambiare? Anche adesso la decisione è maturata in 6-7 mesi e non è stata una decisione al volo…

Non variano i miei quattro pilastri fondamentali di cui parlavo allora (l’avanguardia tecnologica, la possibilità di un consolidamento della carriera, il fattore economico e, il rapporto umano) ma, evidentemente, qualcosa è cambiato nella visione del lavoro che ho adesso…

Dividerei le motivazioni della scelta in due parti fondamentali:

* le cose che mi mancano:
– il gestionale! Incredibile ma ho scoperto che tutto il mondo ERP e MES mi piacevano un botto… me ne ero accorto da subito ma non pensavo 🙂
– mi manca, poi, una posizione che mi permetta di seguire a 360° i progetti dal contatto con il cliente fino alla messa in produzione gestendo, sarebbe l’ideale, altre figure professionali per raggiungere e rispettare le consegne

* le cose che non mi piacciono:
– il lavoro in sé non lo trovo stimolante (un po’ l’ambito bancario, un po’ il lavorare senza nulla di tangibile (difficile spiegare a chi è fuori dall’ambiente))
– la suite di prodotti su cui sviluppo è fatta in una maniera che, spiego con termini facili, non mi piace. Lavoro ma non mi diverto, mi faccio trascinare dalle cose…
– ho poca visione dei progetti… ci sta: progetti grossi, tanti sviluppatori e quindi vedi solo un pezzettino

Ho quindi iniziato (pigramente) a guardarmi intorno quando vedo un’annuncio (su LinkedIn) di un posto interessante in ambito MES praticamente dietro casa! Mi sono candidato (il profilo era esattamente il mio: almeno 4 chiacchiere dovevo andare a farle!) e mi ha convinto il progetto più che altro (certo, RAL e vicinanza aiutano!): è rischioso perché stanno aprendo un nuovo ramo aziendale MES e io sarò il software engineer del nuovo settore (chiaramente coordinato da chi di dovere). Tutto sarà “nuovo” e fatto da zero e sarò il responsabile di questo ramo (a livello di analisi e programmazione), ho già fatto una piccola riunione dove ho già preso alcune decisioni tecniche di base :).

Non è, ovviamente, tutto rose e fiori: ci sono già scadenze impellenti quindi dovrò iniziare subito bene e imbastire le cose nel miglior modo possibile per poi proseguire meglio e per introdurre nuove persone senza avere un enorme gap tecnico da superare.

Piccole note per i non addetti!
ERP: “Enterprise resource planning (letteralmente “pianificazione delle risorse d’impresa” è un sistema di gestione che integra tutti i processi di business rilevanti di un’azienda (vendite, acquisti, gestione magazzino, contabilità etc.)”
MES: “Manufacturing Execution System: si indica un sistema informatizzato che ha la principale funzione di gestire e controllare la funzione produttiva di un’azienda. La gestione coinvolge il dispaccio degli ordini, gli avanzamenti in quantità e tempo, il versamento a magazzino, nonché il collegamento diretto ai macchinari per dedurre informazioni utili ad integrare l’esecuzione della produzione come a produrre informazioni per il controllo della produzione stessa.”

Il kit del perfetto pendolante

Per il ritorno al lavoro dalle ferie (già… finite!) mi ritrovo a fare lo zaino. Già che ci sono faccio ordine e ne approfitto per descrivere il mio kit del perfetto pendolare!
Vado in ordine da sinistra a destra dell’immagine:

  • occhiali da sole
  • portafoglio con (tra le altre cose):
    • abbonamento del treno
    • biglietti metropolitana (normalmente non li uso ma ne ho 2 si scorta)
    • biglietti trano cambio classe (prendo il II classe ma mi capita ogni tanto di prendere il diretto quindi ne ho 2 di scorta)
  • chiavi di casa
  • chiavi della macchina
  • chiavi dell’ufficio, della cassettiera e della macchinetta del caffè
  • pacchetti di fazzoletti (mediamente 4… tra allergia e raffreddori…)
  • alimentatore per Nexus 5x e iPhone 6S (1 da muro e 2 cavi)
  • pashmina (solo d’estate per l’aria condizionata in treno)
  • accendino (non fumo ma non si sa mai)
  • coltellino svizzero Victorinox
  • occhiali da vista (senza vedo in bassa definizione :P)
  • carta e penna
  • Pendrive
  • microcuffie
  • borsellino con:
    • colirio antistaminico
    • antistaminici
    • momendol (o similari per la cervicale)
    • Alka-Seltzer
    • cerotti
    • forbicina
    • stuzzicadenti
  • ombrello

Completano il kit gli oggetti che tengo fissi in ufficio:

  • calze di ricambio
  • tanti fazzoletti di carta (ne compro 20/30 per volta)
  • forbici serie

Oops!… I Did It Again (cambio lavoro)

Ebbene sì, l’ho fatto ancora! Mi sono licenziato l’11/08/2015 e terminerò di lavorare il 31/10/2015… il 02/11/2015 inizierò col nuovo lavoro! Per chi si ricorda avevo iniziato l’attuale lavoro il 03/11/2014 quindi sono arrivato ad un anno tondo tondo 🙂

Perché cambiare? Scrivo riportando anche pezzi di quello che ho scritto su un newsgroup (dove c’è tutta la mia saga (dal 08/2014) di cambi lavoro discussa con altre persone :D).

La decisione l’ho presa dopo un po’ di tempo (6-7 mesi) perché dovevo capire come andavano le cose: in realtà appena dopo averla presa sono cambiate un po’ di cose (società venduta completamente al nuovo socio che era al 50%, inizio progetto riscrittura codice pare partito) quindi sarei anche potuto rimanere ma… ho fatto un colloquio che mi ha illuminato!

Il colloquio fatto mi hanno portato, FINALMENTE, a capire cosa voglio da un mio lavoro DEFINITIVO. In pratica cerco una posizione che soddisfi i miei quattro pilastri fondamentali: l’avanguardia tecnologica, la possibilità di un consolidamento della carriera, il fattore economico e, ultimo ma non meno importante, il rapporto umano. Senza dimenticare il focus sulla programmazione! Pensavo di essere pronto per passare a figure diverse ma non è così: sono troppo innamorato della programmazione per pensare di fare altro! Certo voglio fare carriera, arrivare a gestire un gruppo di programmatori sotto di me ma non voglio passare a figure professionali diverse… non adesso almeno!
Al di fuori che sia opinabile direi che questo mi fa puntare su poche aziende di un certo tipo quindi dichiaro ufficialmente finito il periodo dei 100 colloqui e cambi di lavoro (infatti ho rifiutato 2 colloqui (mai fatto prima) e ho stoppato una proposta dicendo che non ero interessato (dopo che avevo passato i colloqui tecnici)).

Chi mi conosce sa che ho sempre iniziato i lavori dicendo “bello ma non sarà il mio lavoro definitivo”… adesso, invece, credo e spero che possa esserlo (poi certo: se le cose che mi hanno raccontato fossero cavolate sarei il primo a cercare ancora… ma qui sarebbe un altro discorso)! Inoltre non ho questa “eccitazione” da nuovo lavoro da quando trovai nel 2011 il lavoro per “Il Sole 24 Ore” che purtroppo si è arenato per motivi non dipendenti dalla mia volontà.

Ecco, i motivi del cambiamento sono l’avanguardia tecnologica, la possibilità di un consolidamento della carriera e la crescita economica.

Sono piuttosto certo che, se restassi dove sono adesso, starei all’avanguardia tecnologica “solo” per il periodo di riscrittura (almeno 2-3 anni) ma senza possibilità di carriera e/o crescita economica; col lavoro che ho accettato invece più o meno per sempre (ed in più ho già l’avanzamento economico e di carriera “davanti” da inseguire).

Certo non sarà facile: non ho mai lavorato in società così grosse (con più di 600 dipendenti) ed organizzate “seriamente” ed in più torno su tecnologie che non uso da parecchio… però è sicuramente una bella sfida: se avrò successo potrò dire di avere finalmente preso la strada che cercavo… se fallirò potrò dire di averci provato e tornerò in lidi più tranquilli (a quel punto senza cercare colpi di testa o mille opportunità).