“Esistono sterminati campi dove i polli non nascono, vengono coltivati”

Piccola prefazioni triste:
Durante la quarta superiore mio padre rimase in mobilità ed essendo l’unico stipendio eravamo un po’ alle strette economicamente! Trovò così come “lavoro” quello di andare a raccogliere i polli e io, intravista la possibilità di fare 2 soldi, mi aggregai!

Il lavoro:
ci sono sterminati capannoni (grazie Fabio) dove i polli sono allevati a terra (così possono dirlo!) ma stanno piuttosto compressi e SEMPRE SVEGLI: di giorno c’è il sole mentre di notte accendono le luci. Stanno sempre svegli così mangiano di più e ingrassano in fretta.

Per essere trasportati vengono prelevati e messi nei camion nelle varie cellette: come farli salire? E qui entrano in gioco i “raccoglitori”! Verso mezzanotte si va davanti ai capannoni, vengono spente le luci e di botto si vedono 2-3-5 mila polli addormentarsi in tempo reale! A quel punto si entra e se ne prendono (da una zampa) 3 per mano (polli adulti da macello non è poca roba… e alla lunga è massacrante, meglio i pulcini per gli antibiotici), si passano a chi carica il camion e a carico finito si va a casa. 2-3 ore quindi fino alle 2-3 di notte, poi si torna a casa, doccia e alle 6 sveglia per scuola! L’ho fatto per poco tempo un po’ di sere a settimana perché tra fatica e pochissime ore di sonno…

Triste? Sì, dopo 20 anni ancora ci penso 😦

 

La citazione del titolo… credo sia ovvia 😀

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La balla dell’uguaglianza! Principessa o scienziata?

Piccola nota: da oggi ho svincolato i miei account… spero di sentirmi più libero nello scrivere! Questo vuol essere un mio lascito digitale e se non scrivo…

Prendo spunto da questa immagine per un pensiero ricorrente ormai da mesi:

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Il significato è chiaro e, se vogliamo, anche corretto ma… no. No, no e no!
Secondo me dovrebbe voler essere una principessa (come giusto che sia a quell’età e anche dopo magari). Ciò che occorre insegnare è che la principessa può essere scienziata, manager, calciatrice, imprenditrice, lottatrice…

Qui prendo il largo verso un discorso molto più generale.
Finché ci racconteremo la balla per cui le donne sono uguali agli uomini, gli omosessuali sono uguali agli etero, i neri sono uguali ai bianchi, … non faremo altro che sottolineare una diversità cercando di coprirla mettendo la testa sotto alla sabbia. Le donne sono diverse dagli uomini così come sono diversi gli omosessuali dagli etero o i neri dai bianchi…: e allora? Ciò che è importante capire, fare nostro e poi insegnare è che la diversità non è un male ma ci caratterizza. Ognuno è un essere vivente unico, con pregi e difetti, con la propria dignità, i propri sogni, le proprie idee e la propria voglia di vivere la vita nel miglior modo possibile.

Secondo me la disuguaglianza finirà quando sarà sdoganata, quando ci convinceremo che c’è, che è normale, che l’ignoto/diverso non deve fare paura ma che è normale e magari può insegnarci qualcosa. Solo allora la disuguaglianza non sarà più un problema… non basta coprirla con un leggero velo di (finta) “uguaglianza”.

Se qualcuno leggesse e volesse dire qualcosa (anche crocifiggermi in sala mensa…) fate pure nei commenti: non siate volgari e pubblicherò tutto 🙂

20 anni di internet

uh, AUGURI A ME! Un post su di un gruppo mi ha fatto ricordare…

Non ricordo la data precisa ma era la fine di Novembre del 1995 quando ho effettuato la prima connessione ad internet… ne sono cambiate di cose da allora! Se ben ricordo Marco/MDM mi aiutò parecchio… io avevo il PC da molto poco 🙂

La connessione era PSTN, la banda nominale 56k ma mi ricordo la felicità di quando scaricavo a 5kb/s di notte con le linee scariche.  Si navigava con modem che occupava la linea telefonica (e, senza cellulari, eri isolato per cui lo si faceva la sera tardi) ma avevo (l’anno dopo) fatto già una sorta di abbonamento flat: Libero@Sogno che dava a 24.000 lire al mese la connessione illimitata dalle 18.00 e nei we 😀

Non esistevano tutte le cose di oggi: niente Facebook, Twitter, niente Google! Il motore di ricerca era altavista, affondato poi da yahoo e, infine, da Google. Si frequentavano i newsgroup (antesignani dei forum), si chattava su mIRC (o su chat web), si usava ICQ (I seek you).

Ma, soprattutto, ci si sentiva “speciali”: non molti ai tempi avevano un PC, pochi ai tempi erano connessi e in chat gli informatici andavano per la maggiore… alcune persone conosciute allora (i cuGGini su tutti e Aurynetta (Auryn) in special modo) le sento ancora oggi, altre sono sparite chissà dove, altre sono mancate (saluto Rick, Lupo e Eternauta tra quelle che più ricordo), altre conosciute allora (Nicola Ottomano [che fantasia come nick]) mi han fatto trovare un lavoro nel 2015 😀

Beh, chissà tra 20 anni come sarà…

Un saluto da Alessandro / Al3xI98O già Alex1980 e ba80

 

 

Aforismi

Adoro da sempre gli aforismi (come si vede dal sottotitolo del blog :)) perchè sintetizzano concetti in una breve frase.

Ecco la mia breve (un vero estratto concentrato) raccolta di aforismi… per farveli leggere e per averne una seconda copia: se sono in elenco è perchè hanno significato moltissimo in una fase della mia vita. Sono nell’ordine in cui li ho collezionati o creati.

«Non fidarti di nessuno» (X-Files)

Forse l’inizio della mia collezione di aforismi Insieme al “Non fidarti di nessuno (TRUST NO ONE)” è tra i miei preferiti.

«Piuttosto che niente è meglio piuttosto» (AA.VV. ma mio padre)

Varie persone e in varie epoche ma io l’ho sentita per la prima volta almeno 2 decenni fa 🙂 Direi che è una forma artistica del “Chi si accontenta gode”.

«Quando hai finalmente passato lo scoglio ricorda che non è tutto finito ma è proprio allora che inizia il mare aperto…» (Al3xI98O)

Sì, tra uno sclero e l’altro, anche io ne partorisco qualcuno 🙂

«Ciò che chiamiamo caso non è e non può essere altro che la causa ignota di un effetto noto.» (Voltaire)

Il caso non esiste e non esiste il destino 🙂

« A parità di fattori la spiegazione più semplice è da preferire » (Guglielmo di Occam)

Questa si lega col mio amore per le leggende metropolitane (o hoax o bufale). Dovrò parlarne un giorno.

«L’importante non è cadere, ma sapersi rialzare» (AA.VV. in varie forme)

Beh, è il sottotitolo del blog 🙂 Si lega con quella di Churchill che troverete più sotto.

«La forza del lupo è il branco e la forza del branco è il lupo.» (Rudyard Kipling)

Era il motto di un CLAN di World of Tanks (un gioco di carriarmati per PC): molto bella.

«Essere potenti è come essere una donna. Se hai bisogno di dimostrarlo vuol dire che non lo sei» (Margaret Thatcher)

«L’incubo più brutto è quello dal quale non puoi svegliarti.» (Al3xI98O)

Sì… ho passato brutti periodi in passato  e ne passerò in futuro 🙂

«Never give in. Never give in. Never, never, never, never—in nothing, great or small, large or petty—never give in, except to convictions of honour and good sense. Never yield to force. Never yield to the apparently overwhelming might of the enemy.”» (Winston Churchill)

«Unum castigabis, centum emendabis»

Ingiusto punire uno ma, a volte, serve davvero per correggerne 100.

«Cio’ che il bruco chiama fine del mondo, il resto del mondo lo chiama farfalla» dalla signature di un NG

Non ricordo chi e non ricordo in quale newsgroup ma è un’interessante punto di visto sulla relatività

«Questa cosa è una ciambella di m3rd4 solo che al posto del buco c’è altra m3rd4» (Al3xI98O)

Inventato legato ad WoT ma si adatta molto bene a tanti soggetti (sostituite “cosa” con quello che preferite!).

«L’ottimista pensa che questo sia il migliore dei mondi possibili. Il pessimista teme che sia vero.» (James Branch Cabell) (in ‘Lo stallone d’argento’, 1926)

«Sembra sempre impossibile finche’ non viene realizzato.» (Mandela)

«Non scegliere la strada più comoda, scegli quella giusta.» (Al3xI98O)

Ecco, questo si sposa bene con molte parti della mia vita… molte volte avrei voluto prendere una strada ma… basta essere felici (magari dopo essersi rialzati come da aforisma precedente :D)

«Si vive d’istanti e d’istinti, ma anche distanti e distinti.» (Ignoto)

«Oggi è la tua forza, domani sarà la tua più grande debolezza» (Al3xI98O)

Relatività, punti di vista ma, soprattutto, non fermarti sulle tue posizioni e non sederti: come diceva Mussolini (molti suoi aforismi mi piacciono anche se siamo politicamente distanti) “Chi si ferma è perduto” e “Fermarsi significa retrocedere” perché gli altri vanno avanti.

«#siAmaPer niente. L’amore non ha bisogno di contropartite.» (Al3xI98O)

«Sono responsabile di ciò che dico, non di quello che capite» (AA.VV.)

«Non è tanto chi sei, quanto quello che fai, che ti qualifica.» (Batman Begins: Rachel a Bruce Wayne)
«Saranno sempre le nostre azioni a far capire chi siamo, non le parole. Le azioni dicono chi sei, le parole dicono chi credi di essere.» (Alessia S. Lorenzi)

Queste due, per quanto diverse, hanno un denominatore comune…