Aforismi

Adoro da sempre gli aforismi (come si vede dal sottotitolo del blog :)) perchè sintetizzano concetti in una breve frase.

Ecco la mia breve (un vero estratto concentrato) raccolta di aforismi… per farveli leggere e per averne una seconda copia: se sono in elenco è perchè hanno significato moltissimo in una fase della mia vita. Sono nell’ordine in cui li ho collezionati o creati.

«Non fidarti di nessuno» (X-Files)

Forse l’inizio della mia collezione di aforismi Insieme al “Non fidarti di nessuno (TRUST NO ONE)” è tra i miei preferiti.

«Piuttosto che niente è meglio piuttosto» (AA.VV. ma mio padre)

Varie persone e in varie epoche ma io l’ho sentita per la prima volta almeno 2 decenni fa 🙂 Direi che è una forma artistica del “Chi si accontenta gode”.

«Quando hai finalmente passato lo scoglio ricorda che non è tutto finito ma è proprio allora che inizia il mare aperto…» (Al3xI98O)

Sì, tra uno sclero e l’altro, anche io ne partorisco qualcuno 🙂

«Ciò che chiamiamo caso non è e non può essere altro che la causa ignota di un effetto noto.» (Voltaire)

Il caso non esiste e non esiste il destino 🙂

« A parità di fattori la spiegazione più semplice è da preferire » (Guglielmo di Occam)

Questa si lega col mio amore per le leggende metropolitane (o hoax o bufale). Dovrò parlarne un giorno.

«L’importante non è cadere, ma sapersi rialzare» (AA.VV. in varie forme)

Beh, è il sottotitolo del blog 🙂 Si lega con quella di Churchill che troverete più sotto.

«La forza del lupo è il branco e la forza del branco è il lupo.» (Rudyard Kipling)

Era il motto di un CLAN di World of Tanks (un gioco di carriarmati per PC): molto bella.

«Essere potenti è come essere una donna. Se hai bisogno di dimostrarlo vuol dire che non lo sei» (Margaret Thatcher)

«L’incubo più brutto è quello dal quale non puoi svegliarti.» (Al3xI98O)

Sì… ho passato brutti periodi in passato  e ne passerò in futuro 🙂

«Never give in. Never give in. Never, never, never, never—in nothing, great or small, large or petty—never give in, except to convictions of honour and good sense. Never yield to force. Never yield to the apparently overwhelming might of the enemy.”» (Winston Churchill)

«Unum castigabis, centum emendabis»

Ingiusto punire uno ma, a volte, serve davvero per correggerne 100.

«Cio’ che il bruco chiama fine del mondo, il resto del mondo lo chiama farfalla» dalla signature di un NG

Non ricordo chi e non ricordo in quale newsgroup ma è un’interessante punto di visto sulla relatività

«Questa cosa è una ciambella di m3rd4 solo che al posto del buco c’è altra m3rd4» (Al3xI98O)

Inventato legato ad WoT ma si adatta molto bene a tanti soggetti (sostituite “cosa” con quello che preferite!).

«L’ottimista pensa che questo sia il migliore dei mondi possibili. Il pessimista teme che sia vero.» (James Branch Cabell) (in ‘Lo stallone d’argento’, 1926)

«Sembra sempre impossibile finche’ non viene realizzato.» (Mandela)

«Non scegliere la strada più comoda, scegli quella giusta.» (Al3xI98O)

Ecco, questo si sposa bene con molte parti della mia vita… molte volte avrei voluto prendere una strada ma… basta essere felici (magari dopo essersi rialzati come da aforisma precedente :D)

«Si vive d’istanti e d’istinti, ma anche distanti e distinti.» (Ignoto)

«Oggi è la tua forza, domani sarà la tua più grande debolezza» (Al3xI98O)

Relatività, punti di vista ma, soprattutto, non fermarti sulle tue posizioni e non sederti: come diceva Mussolini (molti suoi aforismi mi piacciono anche se siamo politicamente distanti) “Chi si ferma è perduto” e “Fermarsi significa retrocedere” perché gli altri vanno avanti.

«#siAmaPer niente. L’amore non ha bisogno di contropartite.» (Al3xI98O)

«Sono responsabile di ciò che dico, non di quello che capite» (AA.VV.)

«Non è tanto chi sei, quanto quello che fai, che ti qualifica.» (Batman Begins: Rachel a Bruce Wayne)
«Saranno sempre le nostre azioni a far capire chi siamo, non le parole. Le azioni dicono chi sei, le parole dicono chi credi di essere.» (Alessia S. Lorenzi)

Queste due, per quanto diverse, hanno un denominatore comune…

EXPO 2015

Dico la mia dopo averci passato una giornata (anche se non completa: dalle 9.30 alle 20.30 circa… eravamo troppo morti per proseguire oltre).

Premetto qui gli aspetti personali che dipendono dalla situazione e quindi non possono essere presi come metro di giudizio:
PRO:
– ho passato una giornata particolare e diversa dalla solita routine
– ho passato una bella giornata con i miei amici
CONTRO:
– il tempo ha fatto schifo facendoci prendere mezza giornata di diluvio bagnandoci tutti
– tanta tanta, troppa gente (non solo per i miei parametri dove 10 persone sono già troppe :P)

Ora la parte più diretta quindi vado subitissimo al sodo con il mio giudizio globale: BOCCIATO! Questo non mi stupisce e non mi “fa arrabbiare”: era la mia idea prima di andarci quindi me lo aspettavo 😀

Parto subito dal motivo primario del perchè non mi è piaciuto: l’aspetto primario dell’Expo dovrebbero essere i padiglioni, non 4 padiglioni su 100 ma tutti i padiglioni dovrebbero mostrare ed insegnare qualcosa… ecco sono rimasto deluso da quello. Ho trovato davvero poca sostanza (vero che ho visto “pochi” padiglioni: Giappone, Israele, Spagna, Francia, Olanda, Marocco, Messico, Cina, poi altri che non ricordo…).

Siamo entrati alle 9.30 e ci siamo fiondati subito al padiglione del Giappone (tutti lo descrivevano come imperdibile) e già c’erano 5h30′ di coda 😀 😀 :D! Siamo passati all’Italia (già sapendo che…) e infatti dicevano tra le 4h e le 5h di coda! Non abbiamo nemmeno guardati gli altri padiglioni famosi (EAU, Brasile…) quindi abbiamo deciso di vedere i padiglioni meno famosi (cmq con 30′ di coda ognuno…).

ISRAELE e MAROCCO mi sono piaciuti. Israele perchè il percordo era ben fatto, hanno spiegato in maniera guidata alcune cose su come sono passati dal deserto a coltivare ed alcune invenzioni “alimentari”. Il Marocco per la presentazione dei luogi, la ricostruzione dell’ambiente desertico e l’esterno con un gran bel giardino con l’acqua che creava piccoli canali.

Spagna, Francia, Olanda: assolutamente inutili IMHO. Un percorso fatto di video e cartelloni ma che, senza guida, si sono rivelati vuoti (magari per qualche addetto ai lavori no ma per me che sono COMPLETAMENTE al di fuori dall’ambiente…).

Gli altri direi senza lode nè infamia anche se, ripeto, mi aspettavo qualcosa da ognuno (almeno di scoprire qcosa sull’alimentazione di ogni stato).

E qui direte: “eh, ma si sapeva che i padiglioni belli sono 4-5 e gli altri erano da saltare”. Ok ma è un’esposizione universale o un’esposizione di 5 stati? E già qui il giudizio è, ovviamente, negativo! Se, e non è stato così, avessi visto 4 padiglioni bellissimi e basta già l’EXPO avrebbe “fallito” su ciò che mi aspettavo.

Parliamo però al fiore all’occhiello dell’EXPO: tra i padiglioni “belli e famosi” sono andato a vedere quello del Giappone (la mattina alle 9.45 aveva 5h30′ di coda mentre dopo pranzo 2h40′ scese a 1h50′ reale): bello ci mancherebbe ma… bah, per vedere una cosa del genere non merita più di 30′ di coda… senza dubbio è di GRAN lunga il padiglione più scenografico (ma non quello che mi è piaciuto di più come dicevo sopra) ma non l’ho trovato niente che passerà alla storia tra le cose che ho visto in vita mia.

Ora mi chiedo: chi è andato e ha detto che alcune cose sono state belle… cosa intende per belle? Per me in un EXPO su “Nutrire il pianeta, energia per la vita” dovrebbe colpirmi per quello e non per altro.

Veniamo ora a quello che mi è davvero piaciuto (sìsì non è stato solo “il nulla”, le code e la pioggia).

Gli esterni. I padiglioni sono molto più meritevoli fuori che dentro! Architettonicamente sono (molti) molto belli con scelte molto interessanti, la passeggiata nel decumano coperto che porta a vedere quasi tutti i padiglioni è piacevole per quello.

L’albero della vita. Non è nulla che possa competere con la Torre Eiffell (fatta per l’EXPO di Parigi del 1889 e che doveva essere abbattuta dopo 10 anni) ma è comunque bello. Lo spettacolo musicale con le luci ad inseguimento e le fontane d’acqua sono molto piacevoli e non si vedono tutti i giorni (a meno che non siate di Dubai :P).

Organizzazione. Beh, direi alti e bassi. Certo gestire una tale mole di persone è difficile quindi devo dire che mi è parsa non male. L’unica cosa che mi è parsa deficitaria sono i servizi igienici: tralascio lo sporco ma quando c’è tanta gente… in alcune zone ne trovavi 2 vicini in altre dovevi cercare davvero troppo. Ah, una seconda cosa sono le mancate pensiline nei padiglioni: se fa bello ok ma fare 2h di cosa sotto al diluvio…

Cibo. Ecco parliamo del cibo dato che le possibilità sono quasi infinite! Ci sono moltissimi posti dove mangiare (tralascio il fatto che, essendoci migliaia e migliaia di persone non si può scegliere troppo liberamente dove andare…) un po’ per tutti i gusti. Secondo me meriterebbe molto andare 7-8 volte la sera e provare un po’ di cibi particolari: noi siamo finiti (un po’ forzati dalla stanchezza, dalla fame e dalla coda) all’Uruguayano: taglio del loro manzo particolarmente diverso dal nostro che mi è piaciuto. In più una ragazza ci ha parlato di come viene allevato il loro manzo e del perchè delle caratteristiche che aveva (molto più selvatico del nostro, non al livello del bisonte canadese mangiato ad un matrimonio poco tempo fa ma sempre selvatico).

IN DEFINITIVA. Mi piacerebbe poterci essere andato più volte la sera… meno gente, ristoranti da provare… Vabbeh, di certo non potevo saltare l’occasione di “essere andato ad un’esposizione universale” 😀

Oops!… I Did It Again (cambio lavoro)

Ebbene sì, l’ho fatto ancora! Mi sono licenziato l’11/08/2015 e terminerò di lavorare il 31/10/2015… il 02/11/2015 inizierò col nuovo lavoro! Per chi si ricorda avevo iniziato l’attuale lavoro il 03/11/2014 quindi sono arrivato ad un anno tondo tondo 🙂

Perché cambiare? Scrivo riportando anche pezzi di quello che ho scritto su un newsgroup (dove c’è tutta la mia saga (dal 08/2014) di cambi lavoro discussa con altre persone :D).

La decisione l’ho presa dopo un po’ di tempo (6-7 mesi) perché dovevo capire come andavano le cose: in realtà appena dopo averla presa sono cambiate un po’ di cose (società venduta completamente al nuovo socio che era al 50%, inizio progetto riscrittura codice pare partito) quindi sarei anche potuto rimanere ma… ho fatto un colloquio che mi ha illuminato!

Il colloquio fatto mi hanno portato, FINALMENTE, a capire cosa voglio da un mio lavoro DEFINITIVO. In pratica cerco una posizione che soddisfi i miei quattro pilastri fondamentali: l’avanguardia tecnologica, la possibilità di un consolidamento della carriera, il fattore economico e, ultimo ma non meno importante, il rapporto umano. Senza dimenticare il focus sulla programmazione! Pensavo di essere pronto per passare a figure diverse ma non è così: sono troppo innamorato della programmazione per pensare di fare altro! Certo voglio fare carriera, arrivare a gestire un gruppo di programmatori sotto di me ma non voglio passare a figure professionali diverse… non adesso almeno!
Al di fuori che sia opinabile direi che questo mi fa puntare su poche aziende di un certo tipo quindi dichiaro ufficialmente finito il periodo dei 100 colloqui e cambi di lavoro (infatti ho rifiutato 2 colloqui (mai fatto prima) e ho stoppato una proposta dicendo che non ero interessato (dopo che avevo passato i colloqui tecnici)).

Chi mi conosce sa che ho sempre iniziato i lavori dicendo “bello ma non sarà il mio lavoro definitivo”… adesso, invece, credo e spero che possa esserlo (poi certo: se le cose che mi hanno raccontato fossero cavolate sarei il primo a cercare ancora… ma qui sarebbe un altro discorso)! Inoltre non ho questa “eccitazione” da nuovo lavoro da quando trovai nel 2011 il lavoro per “Il Sole 24 Ore” che purtroppo si è arenato per motivi non dipendenti dalla mia volontà.

Ecco, i motivi del cambiamento sono l’avanguardia tecnologica, la possibilità di un consolidamento della carriera e la crescita economica.

Sono piuttosto certo che, se restassi dove sono adesso, starei all’avanguardia tecnologica “solo” per il periodo di riscrittura (almeno 2-3 anni) ma senza possibilità di carriera e/o crescita economica; col lavoro che ho accettato invece più o meno per sempre (ed in più ho già l’avanzamento economico e di carriera “davanti” da inseguire).

Certo non sarà facile: non ho mai lavorato in società così grosse (con più di 600 dipendenti) ed organizzate “seriamente” ed in più torno su tecnologie che non uso da parecchio… però è sicuramente una bella sfida: se avrò successo potrò dire di avere finalmente preso la strada che cercavo… se fallirò potrò dire di averci provato e tornerò in lidi più tranquilli (a quel punto senza cercare colpi di testa o mille opportunità).