Il calcio…

L’Italia non andrà ai mondiali di Russia 2018… chissenefrega: non mi viene in tasca nulla, non mi cambia la vita, ho tante alte priorità…

Però…
Ricordo (poco, molto molto poco) i Mondiali del 1986 in Messico, ricordo solo un asciugamano con la mascotte dei mondiali che ancora conservo…
Ricordo i Mondiali del 1990 in Italia, il Ciao, le notti magiche, Schillaci, il terzo posto…
Ricordo i Mondiali del 1994 in USA, Baggio, la Nigeria, Baresi e quei maledetti rigori e il secondo posto… ammetto di aver versato qualche lacrima: ero giovane ok…
Ricordo i Mondiali del 1998 in Francia, i maledetti rigori, Ronaldo…
Ricordo i Mondiali del 2002 in Corea del Sud/Giappone, la rivincita di Ronaldo, il figlio di troXX Moreno…
Ricordo i Mondiali del 2006 in Germania, la cavalcata, la sfida con la Germania vinta 0-2 (*), Zidane, la testata, Materazzi…
Ricordo, purtroppo, Sud Africa 2010 e Brasile 2014, le due figure di merda, il Brasile massacrato…

Ecco, nel 2018, mi mancheranno: oltre alle partite dell’Italia sono belli perché c’è il tifo, sono colorati, sai che tutto il mondo sta osservando lo stesso evento e “tu” ci partecipi… Senza l’Italia li seguirò ugualmente, tiferò per altre squadre ma non sarà lo stesso.

(*)  Curiosamente le due partite che più mi son rimaste dentro sono contro squadre tedesche e tutte e due vinte 0-2, Germania-Italia del 2006 e Bayern Monaco-Inter del 2010…

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“Esistono sterminati campi dove i polli non nascono, vengono coltivati”

Piccola prefazioni triste:
Durante la quarta superiore mio padre rimase in mobilità ed essendo l’unico stipendio eravamo un po’ alle strette economicamente! Trovò così come “lavoro” quello di andare a raccogliere i polli e io, intravista la possibilità di fare 2 soldi, mi aggregai!

Il lavoro:
ci sono sterminati capannoni (grazie Fabio) dove i polli sono allevati a terra (così possono dirlo!) ma stanno piuttosto compressi e SEMPRE SVEGLI: di giorno c’è il sole mentre di notte accendono le luci. Stanno sempre svegli così mangiano di più e ingrassano in fretta.

Per essere trasportati vengono prelevati e messi nei camion nelle varie cellette: come farli salire? E qui entrano in gioco i “raccoglitori”! Verso mezzanotte si va davanti ai capannoni, vengono spente le luci e di botto si vedono 2-3-5 mila polli addormentarsi in tempo reale! A quel punto si entra e se ne prendono (da una zampa) 3 per mano (polli adulti da macello non è poca roba… e alla lunga è massacrante, meglio i pulcini per gli antibiotici), si passano a chi carica il camion e a carico finito si va a casa. 2-3 ore quindi fino alle 2-3 di notte, poi si torna a casa, doccia e alle 6 sveglia per scuola! L’ho fatto per poco tempo un po’ di sere a settimana perché tra fatica e pochissime ore di sonno…

Triste? Sì, dopo 20 anni ancora ci penso 😦

 

La citazione del titolo… credo sia ovvia 😀

“Oops!… I Did It Again” (cambio lavoro… di nuovo!)

L’8 settembre 2015 pubblicavo l’articolo in cui spiegavo il perché del mio cambio lavoro (lo trovate qui nel caso)… e ora di rifarlo 😛

Come allora mi rifaccio la stessa domanda: perché cambiare? Anche adesso la decisione è maturata in 6-7 mesi e non è stata una decisione al volo…

Non variano i miei quattro pilastri fondamentali di cui parlavo allora (l’avanguardia tecnologica, la possibilità di un consolidamento della carriera, il fattore economico e, il rapporto umano) ma, evidentemente, qualcosa è cambiato nella visione del lavoro che ho adesso…

Dividerei le motivazioni della scelta in due parti fondamentali:

* le cose che mi mancano:
– il gestionale! Incredibile ma ho scoperto che tutto il mondo ERP e MES mi piacevano un botto… me ne ero accorto da subito ma non pensavo 🙂
– mi manca, poi, una posizione che mi permetta di seguire a 360° i progetti dal contatto con il cliente fino alla messa in produzione gestendo, sarebbe l’ideale, altre figure professionali per raggiungere e rispettare le consegne

* le cose che non mi piacciono:
– il lavoro in sé non lo trovo stimolante (un po’ l’ambito bancario, un po’ il lavorare senza nulla di tangibile (difficile spiegare a chi è fuori dall’ambiente))
– la suite di prodotti su cui sviluppo è fatta in una maniera che, spiego con termini facili, non mi piace. Lavoro ma non mi diverto, mi faccio trascinare dalle cose…
– ho poca visione dei progetti… ci sta: progetti grossi, tanti sviluppatori e quindi vedi solo un pezzettino

Ho quindi iniziato (pigramente) a guardarmi intorno quando vedo un’annuncio (su LinkedIn) di un posto interessante in ambito MES praticamente dietro casa! Mi sono candidato (il profilo era esattamente il mio: almeno 4 chiacchiere dovevo andare a farle!) e mi ha convinto il progetto più che altro (certo, RAL e vicinanza aiutano!): è rischioso perché stanno aprendo un nuovo ramo aziendale MES e io sarò il software engineer del nuovo settore (chiaramente coordinato da chi di dovere). Tutto sarà “nuovo” e fatto da zero e sarò il responsabile di questo ramo (a livello di analisi e programmazione), ho già fatto una piccola riunione dove ho già preso alcune decisioni tecniche di base :).

Non è, ovviamente, tutto rose e fiori: ci sono già scadenze impellenti quindi dovrò iniziare subito bene e imbastire le cose nel miglior modo possibile per poi proseguire meglio e per introdurre nuove persone senza avere un enorme gap tecnico da superare.

Piccole note per i non addetti!
ERP: “Enterprise resource planning (letteralmente “pianificazione delle risorse d’impresa” è un sistema di gestione che integra tutti i processi di business rilevanti di un’azienda (vendite, acquisti, gestione magazzino, contabilità etc.)”
MES: “Manufacturing Execution System: si indica un sistema informatizzato che ha la principale funzione di gestire e controllare la funzione produttiva di un’azienda. La gestione coinvolge il dispaccio degli ordini, gli avanzamenti in quantità e tempo, il versamento a magazzino, nonché il collegamento diretto ai macchinari per dedurre informazioni utili ad integrare l’esecuzione della produzione come a produrre informazioni per il controllo della produzione stessa.”

La balla dell’uguaglianza! Principessa o scienziata?

Piccola nota: da oggi ho svincolato i miei account… spero di sentirmi più libero nello scrivere! Questo vuol essere un mio lascito digitale e se non scrivo…

Prendo spunto da questa immagine per un pensiero ricorrente ormai da mesi:

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Il significato è chiaro e, se vogliamo, anche corretto ma… no. No, no e no!
Secondo me dovrebbe voler essere una principessa (come giusto che sia a quell’età e anche dopo magari). Ciò che occorre insegnare è che la principessa può essere scienziata, manager, calciatrice, imprenditrice, lottatrice…

Qui prendo il largo verso un discorso molto più generale.
Finché ci racconteremo la balla per cui le donne sono uguali agli uomini, gli omosessuali sono uguali agli etero, i neri sono uguali ai bianchi, … non faremo altro che sottolineare una diversità cercando di coprirla mettendo la testa sotto alla sabbia. Le donne sono diverse dagli uomini così come sono diversi gli omosessuali dagli etero o i neri dai bianchi…: e allora? Ciò che è importante capire, fare nostro e poi insegnare è che la diversità non è un male ma ci caratterizza. Ognuno è un essere vivente unico, con pregi e difetti, con la propria dignità, i propri sogni, le proprie idee e la propria voglia di vivere la vita nel miglior modo possibile.

Secondo me la disuguaglianza finirà quando sarà sdoganata, quando ci convinceremo che c’è, che è normale, che l’ignoto/diverso non deve fare paura ma che è normale e magari può insegnarci qualcosa. Solo allora la disuguaglianza non sarà più un problema… non basta coprirla con un leggero velo di (finta) “uguaglianza”.

Se qualcuno leggesse e volesse dire qualcosa (anche crocifiggermi in sala mensa…) fate pure nei commenti: non siate volgari e pubblicherò tutto 🙂

Netiquette ovvero come comportarsi in rete

Nella vita REALE, quella di tutti i giorni, tutti quanti (più o meno) sappiamo come comportarci ma nella rete tiriamo fuori il peggio di noi senza badare alla forma. Non è un problema degli ultimi anni ma se ne parla da decenni, la risposta è la NETIQUETTE.

Wikipedia riporta (qui):
<<È un insieme di regole che disciplinano il comportamento di un utente di Internet nel rapportarsi agli altri utenti attraverso risorse come newsgroup, mailing list, forum, blog, reti sociali o email in genere Il rispetto della netiquette non è imposto da alcuna legge.>>

<<La netiquette è l’insieme delle regole che dettano i parametri di educazione e buon comportamento (dal francese etiquette) sulla Rete (dall’inglese net), è’, cioè, sinonimo di buon comportamento quando si usa internet, una pratica che è spesso dimenticata dalle schiere di nuovi digitalizzati che hanno cominciato a scrivere su web negli ultimi anni.
La conoscenza della netiquette è importante perché seguire le linee guida per un comportamento accettabile, rende la rete un luogo più piacevole per tutti gli utenti.
>> (Katia Gianquinto, vedi sotto)

Non è imposto ma è buona norma rispettare alcune regole, in breve:

  1. Scrivi correttamente: attento ad ortografia e punteggiatura. Tutti vedono quello che scrivi e non ci fai una bella figura se sembra che tu non abbia finito le scuole dell’obbligo (leggi il messaggio tre volte prima di pubblicarlo).
  2. Non essere troppo duro con chi commette errori: è sgarbato farglielo notare e poi ci sono modi e modi…
  3. Non scrivere con caratteri MAIUSCOLI: su web, per convenzione, equivale ad URLARE.
  4. Usa le faccine per dare il tono a quello che stai scrivendo: spesso può rischiare di essere travisato.
  5. Non pubblicare informazioni personali e dati sensibili di altri utenti.
  6. La timeline di un social network NON è il tuo spazio privato per inserire pubblicità dei tuoi prodotti.
  7. Richiedi il consenso prima di taggare gli altri su foto o video.
  8. Non pubblicare foto che potrebbero mettere in imbarazzo un altro utente.
  9. Se pubblichi testi, foto o video provenienti da altri siti web cita la fonte. Meglio se metti un link per rendere raggiungibile la fonte.
  10. Non  offendere gli altri, non utilizzare termini denigratori, maleducati o inappropriati: un linguaggio blasfemo non viene tollerato da nessuno.
  11. Non pubblicare post che contengono abusi personali, parole d’odio e di pregiudizio, inclusa ogni forma di discriminazione razziale, religiosa, sessuale: Il bullismo digitale viene penalizzato dagli utenti e dagli stessi social media (spam).
  12. Quando lasci un commento, rispetta i valori, il credo e i sentimenti degli altri, non attaccare a livello personale gli autori degli articoli pubblicati. Se non si è d’accordo con il parere di chi scrive o il suo stile di scrittura, si può esprimere la propria posizione in modo rispettoso. 
  13. Se “entri” in una discussione fallo per portare un valore aggiunto, scrivi qualcosa che abbia senso all’interno di quella discussione e non per accendere litigi e offendere.
  14. Non invitare in massa i tuoi contatti ad applicazioni, giochi, pagine: seleziona quelli che potrebbero essere realmente interessate.
  15. Usa gli hashtag in modo corretto (ne basta uno!) per rendere facilmente rintracciabile quello che scrivi per chi è interessato ad un particolare argomento.

    (FONTE: estratto da un articolo di Katia Gianquinto che trovate qui)

Canzoni per bambini

Ascoltando con Chiara le canzoni per bimbi riesco a sentire le versioni italiane e inglesi. Una canzone in particolare mi ha sempre lasciato perplesso in italiano, “Five little monkeys” ovvero “Cinque scimmiette“.

In italiano è terribile:
<<Cinque scimmiette saltavano sul letto
Una cadde giù e si ruppe il cervelletto
La mamma chiama il dottore, il dottore ha detto
Niente più scimmiette che saltano sul letto>>

Rompersi il cervelletto? Ma siamo pazzi? Non ho mai capito la violenza della cosa se non la rima…

In inglese è decisamente meglio:
<<Five little monkeys jumping on the bed
One fell off and bumped his head
Mama called the doctor,
And the doctor said
No more monkeys jumping on the bed>>

la scimmietta sbatte la testa 😀

Ah, il medico è decisamente un luminare dato che come cura dice solo “niente più scimmiette che saltano sul letto”… peggio dell’omeopatia 😀

Il kit del perfetto pendolante

Per il ritorno al lavoro dalle ferie (già… finite!) mi ritrovo a fare lo zaino. Già che ci sono faccio ordine e ne approfitto per descrivere il mio kit del perfetto pendolare!
Vado in ordine da sinistra a destra dell’immagine:

  • occhiali da sole
  • portafoglio con (tra le altre cose):
    • abbonamento del treno
    • biglietti metropolitana (normalmente non li uso ma ne ho 2 si scorta)
    • biglietti trano cambio classe (prendo il II classe ma mi capita ogni tanto di prendere il diretto quindi ne ho 2 di scorta)
  • chiavi di casa
  • chiavi della macchina
  • chiavi dell’ufficio, della cassettiera e della macchinetta del caffè
  • pacchetti di fazzoletti (mediamente 4… tra allergia e raffreddori…)
  • alimentatore per Nexus 5x e iPhone 6S (1 da muro e 2 cavi)
  • pashmina (solo d’estate per l’aria condizionata in treno)
  • accendino (non fumo ma non si sa mai)
  • coltellino svizzero Victorinox
  • occhiali da vista (senza vedo in bassa definizione :P)
  • carta e penna
  • Pendrive
  • microcuffie
  • borsellino con:
    • colirio antistaminico
    • antistaminici
    • momendol (o similari per la cervicale)
    • Alka-Seltzer
    • cerotti
    • forbicina
    • stuzzicadenti
  • ombrello

Completano il kit gli oggetti che tengo fissi in ufficio:

  • calze di ricambio
  • tanti fazzoletti di carta (ne compro 20/30 per volta)
  • forbici serie

Il miglior iPhone di sempre – II parte

Rieccomi dopo 5 mesi. Adesso l’iPhone l’ho usato parecchio e posso trarre alcune conclusioni dopo svariati test!

TASTIERA
Ne avevo già parlato male all’inizio e posso confermare che, forse, è la cosa peggiore dell’iPhone! Quella standard “fa pena: tasti piccoli, pochi, necessità di spostarsi continuamente se servono lettere, caratteri speciali e numeri“, la SwiftKey è un pochino meglio ma sembra la brutta copia piratata in Cina di quella di Android, la TouchPal più o meno lo stesso. Credo che tutte usino le API originarie e quindi…

COMPARTO TELEFONICO – RICEZIONE
Incredibile
la ricezione. Non posso certo dire che 1 iPhone faccia testo ma… Ho usato il 6S con scheda Vodafone affiancato per 2 mesi ad un Nexus 5 e per 4 mesi ad un Nexus 5x entrambi con Vodafone: l’iPhone prende MALE in ogni situazione. Nulla da aggiungere se non che all’inizio pensavo in un bug di Android che mi facesse vedere 4G mentre, invece, funziona in 3G o meno (come mi diceva l’iPhone)! Invece no, il Nexus navigava veloce e l’iPhone stava lì a pensare ai fatti suoi senza riuscire a caricare una pagina web. Boh!

Wi-Fi
Incredibile ma qui pare che il segnale Wi-Fi lo prenda un pochino meglio in alcune situazioni: quando Nexus prende anche iPhone prende ma, quando il Nexus aggancia la rete a mala pena senza poter navigare, ecco che iPhone ha una tacca e fa navigare!

BATTERIA
Ok, magari sarà presto per dirlo ma pare regga molto molto meglio dei cellulari provati fin qui. Se poi pensiamo che la batteria è molto piccola il risultato è ancora migliore.

Usabilità generale
Vabbeh qui son gusti. Tuttavia mi aspettavo una UI decisamente facile, veloce, semplice e immediata: un cavolo! Le cose sono più arzigogolate che su Windows o Android: dato ad una persona normale (ho testato la cosa) non riesce a fare operazioni che, la stessa persona, riesce a fare con Android.

Personalizzazioni
ahahahahah, ahahahaha e ancora ahahahah.

CONCLUSIONI
Sarà strano ma pensavo di diventare non fanboy Apple ma filo-Appleliano sì. Pensavo che i miei pregiudizi fossero mentali ma che, in realtà, non avessero senso di esistere. Invece no: avevo ragione! Il prodotto NON è alla pari con Android (parlo dei Nexus per essere precisi e per fare un confronto Android pure).
A questo punto credo che il grosso valore sia dato dalle app: io ne uso pochissime e non hanno cose migliori rispetto alle controparti Android (uso poca roba: Facebook, Twitter, Whatsapp, YouTube e NetFlix) ma altre avranno plus particolari… altrimenti non ha davvero alcune senso il telefono della mela morsicata.

Il miglior iPhone di sempre

Vabbeh, ormai lo sapete tutti: ho un iPhone… Sono felice della cosa come se a Superman regalassero un prezioso anello con la criptonite!
Vabbeh, prendiamo la bene: finalmente potrò usarlo e criticarlo con cognizione di causa ed uso diretto. Andiamo con ordine e in varie puntate.

PACKAGING
Beh, niente di diverso da quello che ho visto per Galaxy S, SIII, S4, S5, Nexus 5…insomma: minimale, elegante con le cose minime che servono.

PRIMO CONTATTO
Qui nulla da eccepire: come materiali siamo due spanne sopra a Nexus e Galaxy… Forse gli HTC di fascia alta reggono il confronto (non so il nuovo LG5 che promette molto bene…)

PRIMA ACCENSIONE
beh, boh, bah… Devo dire che non c’è molta differenza mentre si accende a parte il fatto che c’è una mela malefica (da Eva a Biancaneve non porta bene…) sul display.
Una volta acceso… Uhm, è andato direttamente all’elenco app? No, è così di suo… Alla Apple ancora non sanno cos’è un desktop evidentemente… Ma va bene così, in realtà non serve, non lo volete, vi siete sbagliati voi (scusate, l’influenza Apple). A parte quello direi nulla da dichiarare nel senso che non c’è nulla di particolare.

Andiamo a configurare un po’ di cosine… Per farlo serve la tastiera: ecco il secondo punto a sfavore… La tastiera Apple fa pena: tasti piccoli, pochi, necessità di spostarsi continuamente se servono lettere, caratteri speciali e numeri. Mi sono quindi scaricato la SwiftKey (che su Android adoro) ma la sua cuginetta fa pena uguale… Boh.

Vabbeh, vediamo le cose positive: l’account GMail personale si è agganciato al volo (solo rubrica) , quello GMail di lavoro pure (tutto quanto).

ID Apple: uso la mia solita mail per registrarmi e scopro essere già usata… Da me in passato quando sviluppato per iPhone (già… Poca roba in Xamarin però)? Boh, non mi pare ma può essere… Me ne approprio, cambio password e scopro essere di un tal Alejandro Aldaz, nato l’11/07/1994 e residente in Messico :O
Non riesco a cambiare alcuna impostazione perché dovrei rispondere alle domande messe da lui… Chiamo Apple e al volo ho assiyemza: scalo 3 livelli ma non basta: devo attendere… Quanto aspetterò? Vedremo 🙂

Per ora basta… Vedremo quando lo userò (50GB di traffico 4G al mese non sono pochi :-D)